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2008

Mps progetta aumento di capitale da 6 miliardi, uno proviene dai FRESH di JP Morgan

Si progetta un aumento di capitale da 6 miliardi di euro: 5 miliardi sono riservati agli azionisti e un miliardo è riservato a JP Morgan al servizio di un’emissione di titoli convertibili in azioni Mps, sono i cosiddetti FRESH. Altri 2 miliardi di euro dovrebbero provenire da un’emissione di bond. Banca d’Italia chiede chiarimenti sui FRESH. A ottobre, dopo la presentazione di una nuova struttura contrattuale dei FRESH in linea con le sue prescrizioni, la Banca d’Italia prende atto del nuovo contratto.

2009

Mps prenota 1,9 miliardi di euro di Tremonti bond

Monte dei Paschi di Siena prenota 1,9 miliardi di euro di Tremonti bond, che devono servire al gruppo per venire incontro alle richieste di capitalizzazione. Si tratta di prestiti a interesse concessi dallo Stato alle banche che devono rafforzare la propria patrimonializzazione. Viene richiesto agli istituti di credito di fornire inoltre dei prestiti alle aziende se vogliono usufruirne. Mps annuncia di volere ripagare questi bond pubblici entro il giugno del 2013. Questi strumenti sono ideati dal ministro dell’Economia di questi anni Giulio Tremonti al quale spetta anche l’incarico di vigilare sulle fondazioni bancarie. In questi anni è a capo della Consob, che vigila sulle società quotate e la trasparenza dei mercati, Lamberto Cardia.

2011

Mps realizza un aumento di capitale da 3,2 miliardi di euro

Tra aprile e luglio Mps realizza un aumento di capitale da 3,2 miliardi di euro dei quali due provenienti direttamente in contanti dai soci.

Marzo 2012

La liquidità di Mps migliora anche grazie alla Bce

La posizione di liquidità del gruppo si stabilizza grazie anche alle operazioni di rifinanziamento a tre anni effettuate dalla Bce.

Giugno 2012

Mps: nuovo business plan per rafforzare il capitale

I nuovi vertici presentano un business plan che punta anche a riportare i requisiti di capitale nei limiti fissati dall’Autorità bancaria europea EBA: core tier 1 al 9% e un cuscino di capitale temporaneo per coprire le esposizioni sui titoli di Stato. Lo stress test condotto sulle maggiori banche europee dalla stessa EBA ha infatti evidenziato al 30 settembre 2011 una mancanza di capitali per 3,3 miliardi di euro dipendente in gran parte proprio dalla necessità di copertura su titoli del debito italiano per 25 miliardi di euro circa.

Ottobre 2012

Mps: confermata la bocciatura dell’Eba sulla patrimonializzazione

L’Autorità bancaria europea ricontrolla la solidità patrimoniale delle maggiori banche del Vecchio Continente e conferma la bocciatura del Monte dei Paschi di Siena. All’istituto mancano (al 30 giugno 2012) circa 1,72 miliardi di euro per coprire il fabbisogno di capitale richiesto. Anche conteggiando il riacquisto di titoli subordinati e la cessione di Biverbanca, mancano all’appello circa 1,44 miliardi di euro. Per avviare la ricopertura Mps fa da subito esplicito riferimento a un supporto dello Stato italiano. Inizialmente la banca senese (e il mercato) prevede di chiedere nuovi finanziamenti – i cosiddetti Monti Bond – per 3,4 miliardi di euro, cifra alla quale si arriva sostituendo i vecchi Tremonti bond per 1,9 miliardi di euro e aggiungendo gli 1,5 miliardi di euro circa che l’Eba chiede per un rientro di Mps nei requisiti minimi di patrimonializzazione. I possibili impatti patrimoniali derivanti dalle operazioni strutturate “scoperte” spingono il management a chiedere un incremento dei Monti Bond di 500 milioni di euro. L’importo complessivo che sarà chiesto allo Stato ammonta ora a 3,9 miliardi di euro.

2002

Santorini

Si pongono le basi per Santorini. Monte dei Paschi sigla un contratto in derivati con Deutsche Bank collegato alla sua quota del 4,99% di Sanpaolo-Imi con l’obiettivo di rafforzare il capitale e limitare l’esposizione alle oscillazioni dei titoli controllati. In realtà l’operazione genererà delle perdite. Il cattivo andamento dei titoli in Borsa porterà a forti minusvalenze dopo la cessione delle quote per 785,4 milioni di euro. Ne seguiranno perdite da 367 milioni di euro che Mps cercherà di coprire con nuovi contratti in derivati e con una transazione denominata Project Santorini che compare per la prima volta in bilancio nel 2006.

2005

Alexandria

Mps investe la considerevole somma di 400 milioni di euro in Alexandria Capital, una società veicolo che fa riferimento a Dresdner Bank. Si tratta di uno strumento finanziario complesso denominato cdo squared, ossia cdo al quadrato. Un cdo è tecnicamente una collateralized debt obligation, ossia un’obbligazione garantita da un debito. Un cdo squared è un cdo che investe in un altro cdo (moltiplicando i rischi): il cdo di partenza di Alexandria era denominato Skylark. Alexandria perderà nel 2009, con il crollo del mercato dei cdo, ben 220 milioni di euro riducendo il proprio valore a 180 milioni. Per nascondere le perdite Mps vende i cdo a Nomura in cambio di BTP italiani a 30 anni per 3 miliardi di euro prestati dalla stessa banca giapponese. Il crollo dei BTP genererà nuove perdite.

2008

Accordo con Deutsche Bank per nascondere perdite

Nel dicembre del 2008 la banca tedesca Deutsche Bank presta a Mps 1,5 miliardi di euro tramite un’operazione chiamata progetto Santorini. Solo nel gennaio del 2013 l’agenzia di stampa Bloomberg rivelerà che quest’operazione servirà per camuffare perdite di bilancio da 367 milioni di euro legate ai contratti siglati con Deutsche Bank nel 2002. Verosimilmente la banca senese, già fortemente impegnata nell’operazione Antonveneta non vuole rivelare queste perdite. Una parte degli accordi con Deutsche Bank avrebbe previsto anche dei contratti che puntavano su un ribasso dei titoli di Stato italiani.

2010

La Banca d’Italia scopre gradualmente operazioni strutturate per nascondere le perdite

La Banca d’Italia, che vagliava da tempo le condizioni di liquidità di Mps, dopo una serie di incontri rileva l’esistenza di due repo (pronti contro termine) strutturati su BTP italiani a lungo termine. Si tratta di derivati che assorbono una forte liquidità soprattutto in caso di flessioni dei mercati, come, appunto in questi anni. Via Nazionale scopre gradualmente che si tratta di due repo strutturati su titoli di Stato e siglati rispettivamente con Deutsche Bank e Nomura, le due banche con cui si erano accumulate le perdite collegate a Santorini e Alexandria. Il valore nominale delle due operazione è complessivamente di 5 miliardi di euro, i controlli sul rischio risultano a più riprese inadeguati. Il 29 ottobre del 2010 la Banca d’Italia chiede un rapido aumento di capitale e una revisione dei controlli.

15 Ottobre 2012

Mps: i nuovi vertici scoprono contratti per nascondere le perdite su Alexandria

Il 15 ottobre del 2012 MPS comunica alla Vigilanza della Banca d’Italia che il nuovo management ha scoperto un contratto del 2009 con Nomura che riguarda la ristrutturazione di Alexandria. Ne emerge un quadro che rafforza anche le riserve su Santorini e spinge via Nazionale chiedere una ricostruzione analitica dei bilanci di Mps per gli anni passati e a informare la Procura del contratto nascosto alla Vigilanza nelle ispezioni del 2010 e del 2011.

17 gennaio 2013

Emergono retroscena su operazione Santorini

L’agenzia di stampa Bloomberg rivela i retroscena dell’operazione Santorini e scrive che servì a coprire delle perdite di Monte dei Paschi di Siena. Tutto sarebbe documentato in un dossier di 70 pagine citato da Bloomberg.

22 gennaio 2013

Mussari si dimette anche dall’Abi, la Procura di Siena approfondisce il caso

Il Fatto quotidiano rivela nuovi dettagli sull’operazione Alexandria e scoppia il caso Mps. Giuseppe Mussari si dimette dalla presidenza dell’Associazione bancaria italiana. La Procura di Siena approfondisce il caso indagando anche sull’acquisizione dell’Antonveneta e sugli accordi di allora con il Santander. In corso di valutazione l’apertura di un procedimento per insider trading e aggiotaggio.

6 febbraio 2013

Mps: calcolate perdite da 730,3 milioni di euro su Alexandria, Santorini e Nota Italia

Il consiglio di amministrazione di Mps calcola in 730,3 milioni di euro l’impatto complessivo residuo dei derivati Alexandria, Santorini e Nota Italia sul bilancio (al lordo dell’eventuale effetto fiscale). Gli errori rilevati nella rappresentazione contabile di queste operazioni strutturate saranno corretti in occasione dell’approvazione del bilancio al 31 dicembre 2012. Ad Alexandria è imputato un impatto sul patrimonio netto del gruppo per 273,5 milioni di euro, a Santorini per 305,2 milioni di euro e a Nota Italia per 151,7 milioni di euro.

2005-2006

Abn Amro acquisisce l’Antonveneta

Nel 2005 Abn Amro raggiunge la maggioranza del capitale di Antonveneta dopo avere rilevato le quote della Banca Popolare Italiana e di altri soci a 26,5 euro per azione e promuove un’offerta sulla banca, conquistandola. L’Antonveneta era una banca nata nel 1996 dalla fusione dei due istituti padovani Banca Antoniana e Banca Popolare Veneta.

2007

Santander rileva l’Antonveneta da Abn Amro

Nell’ottobre del 2007 un consorzio di banche internazionali composto da Royal Bank of Scotland-Fortis e Banco Santander scala Abn Amro. L’Antonveneta è destinata al Santander.

2007

Mps acquisisce l’Antonveneta da Santander

L’8 novembre del 2007 Monte dei Paschi annuncia l’acquisto di Antonveneta dalla banca spagnola Santander. La cessione avviene per circa 9 miliardi di euro, ma oneri vari faranno salire il prezzo definitivo a circa 10,3 miliardi di euro. Lo stesso Santander aveva iscritto a bilancio Antonveneta 6,6 miliardi di euro. Il titolo della banca senese subisce forti perdite in Borsa.

12 gennaio 2012

Fabrizio Viola prende il posto di Vigni come direttore generale di Mps

Viene risolto il contratto con il direttore generale di Mps Antonio Vigni, viene nominato al suo posto l’attuale amministratore delegato Fabrizio Viola. Il compenso da 4 milioni di euro riconosciuto a Vigni viene condannato dalla Banca d’Italia che avvia una procedura sanzionatoria nei confronti degli organi di amministrazione e controllo dell’epoca, responsabili della decisione.

Aprile 2012

Alessandro Profumo alla presidenza di Mps al posto di Mussari

Ad aprile viene rinnovato il consiglio d’amministrazione. Il presidente Giuseppe Mussari non si ricandida. L’assemblea dei soci elegge Alessandro Profumo presidente della Banca Monte dei Paschi di Siena.

11/06/2001 - 03/07/2004

Tremonti Giulio

03/07/2004 - 16/07/2004

Berlusconi Silvio (interim)

16/07/2004 - 22/09/2005

Siniscalco Domenico

22/09/2005 - 04/05/2006

Tremonti Giulio

17/05/2006 - 08/05/2008

Padoa-Schioppa Tommaso

08/05/2008 - 15/11/2011

Tremonti Giulio

16/11/2011

Monti Mario